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LA DIFETTOSITA' NEI FILATI E NEI TESSUTI

 

 

PREMESSA: per la natura stessa dei componenti e per la lunghezza del ciclo produttivo caratterizzato dal passaggio su molte macchine, i prodotti tessili possono essere portatori di difetti di vario tipo, originati ai diversi stadi della lavorazione.

Conseguenza di tali difetti sono la difficoltà di lavorazione nei passaggi successivi nel caso di semilavorati, il cattivo aspetto visivo, la non rispondenza allo scopo del prodotto.

I difetti si distinguono in visibili, quando appaiono nella loro evidenza senza particolari ricerche ed in occulti, quando non sono percepibili visivamente ma fanno sentire i limiti qualitativi nell'utilizzo dei manufatti.

   

 

 

 

 

 

DIFETTI NEI FILATI DI FIBRE DISCONTINUE

Le diverse fasi della Filatura e l'impiego della materia prima, se non é Stato seguito un corretto piano di lavoro e non sono state esercitate le necessarie attenzioni. possono originare molti difetti sul filato, parte dei quali possono venire parzialmente rimediati con l'operazione di stribbiatura, ma altri non possono venire eliminati e vanno a declassare il prodotto.

 

I difetti sul filato si possono così sintetizzare:

I)  IRREGOLARITA' DI TITOLO, di lungo periodo, quando si alimenta al filatoio stoppino irregolare. si hanno differenze di pressione sui cilindri di alimentazione. ci sono avvolgimenti di fibre sui cilindri di Stiro che ne falsano il diametro, si sbaglia l'impostazione dello stiro sul filatoio.

2) IRREGOLARITA' DI MEDIO PERIODO, conseguenti ad irregolarità dello stoppino a breve periodo. falsi Stiri nello stoppino in alimentazione, irregolare rotazione dei cilindri di pressione o delle cinghiette di Stiro.

3) IRREGOLARITA' DI BREVE PERIODO, quando si ha diversità eccessiva tra le fibre componenti con conseguenti onde di stiro, eccessiva torsione degli stoppini, cilindri di pressione consumati ed eccentrici, cilindri di Stiro eccentrici o comandati da ingranaggi con denti rovinati, stiri eccessivi, Scartamenti troppo larghi, vibrazioni dei cilindri della macchina.

4)                ASPETTO DEL FILATO, quale filato peloso per stiro eccessivo, velocità dell'anellino troppo alta, anellino sporco, umidità ambientale troppo bassa; filato sporco od unto per passaggio anomalo del filo; presenza di "fiamme" sporadiche; filato doppio per “mariage” in fase di filatura a causa di occlusione dei fori di aspirazione dei fili rotti; presenza di ammassi di polvere per cattivo funzionamento dei pulitori viaggianti; presenza eccessiva di neps e di guscette per cattiva regolazione degli organi cardanti; ingrossamenti saltuari del filo, accompagnati a tratti fini, per eccessiva torsione dello stoppino o stiro troppo basso; piccole asole sul filato per scartamento troppo chiuso od utilizzo di anellini troppo leggeri.

 

Definizioni e tipi di difetti del filato

 

Il processo di filatura fornisce un filato relativamente unifor­me, ma comunque non è mai possibile evitare completa­mente le variazioni di diametro del filato. Per prima cosa occorre quindi distinguere fra le normali irregolarità del filato ed i difetti veri e propri. Possono essere definiti difetti del filato le irregolarità che potrebbero causare difficoltà negli stadi di produzione successivi o difetti nel prodotto finale La stribbiatura del filato può essere definita come la rilevazione e l'eliminazione dei difetti. Tale operazione viene eseguita durante il processo di roccatura Le stribbie fanno quindi parte della roccatrice.

 

L'eliminazione di un difetto implica l'interruzione del proces­so di roccatura: la rocca deve essere fermata, il difetto elimi­nato e le estremità del filo nuovamente congiunte. t chiaro che questa interruzione comporta una perdita nella produ­zione. La stribbiatura è quindi sempre un compromesso fra la qualità e la produzione, ossia fra il massimo dei difetti di filato che potrebbero essere eliminati e il minimo di perdite nella produzione ancora tollerabile. Questo compromesso impone che si faccia distinzione fra:

 

- difetti del filato accettabili ossia quelli che possono es­sere tollerati nell'interesse del rendimento della macchina e

 

- difetti intollerabili.

 

In base alla forma, è possibile distinguere i diffetti seguenti:

partendo dal diametro medio del filato (diametro normale o diametro di base) si fa distinzione fra assottigliamenti e in­grossamenti, a seconda che si riscontri un aumento o una diminuzione del diametro.

  Gli ingrossamenti vengono ulteriormente suddivisi in:

 

- neps, ossia difetti estremamente corti (fino a pochi mm) ed                         estremamente spessi (un multiplo del diametro di base).

 

- difetti corti, ossia difetti di una lunghezza limitata (da ca. 0.5 fino a 10cm), ma di spessore notevole (pari a 1.8 fino a  3.8 volte il diametro di base).

 

- difetti lunghi e fili doppi, quali difetti di lunghezza note­vole (da 5 a 200 cm), ma spessore limitato (da 1.2 fino a 1.8 volte il dimetro di base).

 

 

 

 

Classificazione

 

I difetti del filato vengono definiti da una dimensione tras­versale ed una dimensione longitudinale. La dimensione trasversale viene indicata come multiplo del diametro di base, mentre la dimensione longitudinale è in centimetri. La definizione dei difetti del filato, in base alla lunghezza ed allo spessore, permette di rappresentarli in un sistema di coordinate cartesiane. L'ordinate (X) rappresenta la lun­ghezza in cm, mentre l'aumento in diametro è rappresen­tata della ascisse (Y). In questo modo ogni difetto del fila­to può essere rappresentato da un punto nel piano delle coordinate. Inoltre, il piano delle coordinate può essere suddiviso in singoli campi (classi) in modo da poter riunire (classificare) in gruppi e contare le irregolarità similari. In questo modo si può tener conto di un ulteriore criterio estremamente importante, ossia quello della frequenza dei difetti del medesimo tipo (si veda la figura 1).

La scelta dei limiti delle classi avviene in gran parte arbi­trariamente. Per i difetti corti il metodo più diffuso è la sud­divisione in 16 classi di spessore (si veda la figura 2).

Lo schema di classificazione può venire ulteriormente am­pliato con classi supplementari per i difetti lunghi e gli as­sottigliamenti. Il sistema YARNMASTER utilizza la suddi­visione seguente: (si veda la figura 3).

Come gia menzionato, in base alla forma si distinguono vari tipi di filato. Nel piano delle coordinate è possibile delimitare delle zone relative ai difetti del tipo seguente:

La RITORCITURA può introdurre difetti di sovratorsione quando i fili accoppiati sono più frenati nell'alimentazione, difetti di sottotorsione quando il fuso perde velocità per scorrimenti nelle cinghiette di comando, difetti di fili vaganti che possono unirsi al filo regolare aumentandone il diametro, difetti di “seghettatura” del ritorto quando si hanno tensioni diverse sui capi componenti il ritorto.

                                                                      

A tutti i livelli della lavorazione sono difetti molto gravi e difficili da individuare i mescolamenti tra fibre o tipologie diverse di filato.

Nei filati ritorti fantasia, nei quali i capi componenti sono eterogenei, possono verificarsi accumuli di un componente sii altri per scorrimenti accidentali; va prestata particolare attenzione alle tensioni ed alla velocità di produzione poiché tali difetti sono ineliminabili.

Nel caso di utilizzo di elastomeri è importantissima la regolare tensione dell’elastometro componente, che determina il rientro del manufatto finale.

Nelle operazioni di CONFEZIONE ROCCHE, sia da filato unico su fusi, sia da riroccatura o dipanatura, sono di primaria importanza per il Successivo impiego la regolarità della paraffinatura, nei casi richiesti e l'avvolgimento sul cono a tensione del filo uniformemente controllata.

Una buona rocca si deve presentare con aspetto regolare, senza sbordature, senza cadute di spire, di densità uniforme in ogni sua parte, con un valore di scorrevolezza del filo adeguato ed il più uniforme possibile.

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