🧵 Informazione del giorno
Un termine tessile scelto casualmente.
DEFILÉ
volgimento assiale del filo da confezione in posizione fissa (da rocca a rocca).
Consulta il nostro glossario di terminologia tessile, una raccolta ricca e costantemente aggiornata di definizioni dedicate a tessuti, fibre, tecniche di lavorazione e finissaggi. Il glossario nasce da molti anni di esperienza diretta nel settore tessile, con l’obiettivo di offrire contenuti affidabili, chiari e utili a professionisti, studenti e appassionati. Grazie al form di ricerca puoi trovare rapidamente il significato di ogni termine e approfondire la conoscenza del mondo tessile.
📘 Definizione del giorno
Un termine scelto casualmente dal glossario tessile.
LASER
acronimo dei termini inglesi con cui si definiscono, ad un tempo, causa ed effetto del fenomeno, nonché lo strumento necessario: Light Amplification by Stimulated Emission of Radation, ossia amplificazione della luce mediante emissione stimolata delle radiazioni.Alcune sostanze, attive, sottoposte all'azione di un agente esterno stimolante, acquistano un maggior contenuto energetico che poi, in determinate condizioni, può essere riversato sotto forma di radiazioni elettromagnetiche. Facendo muovere tali radiazioni in una cella cilindrica con le estremità chiuse da specchi, ogni radiazione, per riflessione, ne produrrà altre con identica frequenza e fase secondo una progressione geometrica. Raggiunta la voluta densità, le radiazioni escono dalla cella, poiché uno degli specchi è parzialmente trasparente. Si realizza così un fascio laser, con caratteristiche diverse da quelle emesse dal sole o da una qualsiasi lampada ad incandescenza. Questo fascio può essere:monocromatico, ossia caratterizzato da una solo lunghezza d'onda;coerente, perché le radiazioni prodotte si propagano anche a lunghe distanze (coerenza spaziale) e si sommano l'una all'altra generando un fascio d'elevata potenza ed intensità (coerenza temporale).I sistemi laser, presenti oggi sul mercato, si differenziano fra loro per tipologia e struttura e le applicazioni riguardano quattro campi: taglio, saldatura, incisione e controllo-misurazione. I laser maggiormente utilizzati nelle lavorazioni industriali sono quelli ad anidride carbonica, ad elio-neon, ad eccimeri (a base di gas rari), a diodi. I primi due tipi di laser sono stati anche i primi e continuano ad essere quelli più usati nelle applicazioni tessili e dell'abbigliamento, anche se non mancano casi degli altri due tipi.Le applicazioni correnti sono sei:determinazione automatica del diametro delle fibre di lana;taglio delle parti di un abito da materassi di stoffe;traforo di pelli e stoffe per l'ottenimento di effetti ricamo;incisione per disegno di capi in jeans;incisione artistica di bottoni, fibbie;macchine per cucire tessuti tecnici.Nel caso 1, si tratta di un'apparecchiatura di laboratorio, basata su un laser ad elio-neon, originariamente messo a punto dalla CSIRO, l'ente di ricerca australiano operante anche in campo tessile. Con il relativo strumento si determinano in pochi minuti la media e la distribuzione della finezza di fibre di lana. E' utilizzato dai principali enti di controllo per il commercio delle lane e per la pettinatura delle stesse.I casi 2 e 3 sono concettualmente uguali. In pratica la stoffa o la pelle, sotto l'azione di un laser, per lo più ad anidride carbonica, è incisa da un fascio che concentra una notevole potenza in un'area piccolissima, il punto di fuoco, fino ad ottenere un taglio netto. Un CAD grafico pilota, la testa laser di taglio, si muove scorrendo su apposite guide al di sopra del materiale da tagliare. Ovviamente gli effetti sono diversi: nel primo caso (2) si ottengono i pezzi da assemblare per la realizzazione di un capo; nel secondo (3) una superficie perfettamente ritagliata anche secondo il più complicato dei ricami.Anche i casi 4 e 5 sono accomunati dallo stesso principio di riferimento. Un fascio laser, anche in questo caso ad anidride carbonica, abrade (asportazione per evaporazione) la superficie del materiale con incisioni dell'ordine dei decimi di micron lasciando il materiale sottostante intatto. Nel caso dei jeans, tutto si basa sul fatto che il fascio laser asporta, sulla base di un certo disegno, porzioni minime e superficiali di colorante indaco. La parte incisa risulta così, di blu più chiaro per cui si possono realizzare disegni a due tonalità. E, secondo le esigenze del momento, si possono, in questo modo, anche personalizzare capi standard. Relativamente più semplici, nel caso dei bottoni, gli impianti laser creati quasi su misura sulla base delle esigenze dei bottonifici. Si tratta in pratica di sistemi per la produzione e la marcatura laser in automatico di bottoni, lavorabili anche su entrambi i lati.Nel caso 6 si utilizza un laser a diodi di bassa potenza con il quale si scaldano apposite sezioni termoplastiche di tessuto in grado di assorbire la radiazione. Nella zona d'interazione del fascio, due rotelle contrapposte chiudono i tessuti che devono essere congiunti subito dopo il loro riscaldamento e fanno contemporaneamente scorrere il capo per originare un "saldo-cucitura" continua.
| TUSSAH | voce inglese, dall'indostano tasar, dal sanscrito vasara, "spola". Usato in italiano come singolare femminile.Seta ricavata da bozzoli che vengono >>Segue | |||||||||||||
| TUSSOR | Tessuto di organzino di seta, del tipo tussah, dall'aspetto morbido e leggero, e attualmente fatto anche con fibre >>Segue | |||||||||||||
| TUTA | riduzione ed adattamento della locuzione francese tout-de-même, "allo stesso modo", ossia "fatto tutto della stessa (stoffa), coordinato".1. >>Segue | |||||||||||||
| TUTA DA GINNASTICA | Completo in tessuto felpato o in materiale sintetico formato da felpa o giubbottino accompagnati da pantaloni con polsino all'orlo e coulisse >>Segue | |||||||||||||
| TUTA SPORTIVA | Prende il nome di tuta sportiva un completo formato da pantaloni >>Segue | |||||||||||||
| TUXEDO | Giacca maschile da sera che prende il nome dal Tuxedo Club, un club privato sul lago Tuxedo nel New Jersey. >>Segue | |||||||||||||
| TWEED | (pron. tuid) È il nome generico di tutti i tessuti cardati, originariamente scozzesi, di peso medio o invernale, a grana grossa, superficie >>Segue | |||||||||||||
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| TWEED [TUID] | il termine tweed non deriva, come potrebbe sembrare, dal nome del fiume della Scozia meridionale la cui vallata è ricca di grandi allevamenti >>Segue | |||||||||||||
| TWILL | (pron. tuil) Termine inglese che indica l’armatura saia e quindi >>Segue | |||||||||||||
| TWILL [TUIL] | dal verbo inglese twill che significa "tessere in diagonale".Designa genericamente l'armatura saia. Tessuto a leggere costine oblique senza rovescio, >>Segue | |||||||||||||
| TWILL CAVALRY [TUIL CÀVALRI] | termine inglese che significa "cavalleria".Tessuto diagonale (levantina) molto >>Segue | |||||||||||||
| TWINSET | Completo formato da due pezzi generalmente di maglia: cardigan e maglia a girocollo con maniche lunghe >>Segue | |||||||||||||
| TWIN-SET | locuzione inglese composta da twin "gemello" e set "completo", usata in italiano come singolare maschile.Completo femminile formato da due pezzi >>Segue | |||||||||||||
| TWIST [TUIST] | voce inglese che significa ritorto.Tessuto pettinato di lane incrociate molto >>Segue | |||||||||||||
| UGUALIZZANTE | Sostanza capace di rallentare la salita del colorante sulla fibra >>Segue | |||||||||||||
| UGUALIZZANTI | Sostanze capaci di ritardare l'unione del colorante alla fibra, >>Segue | |||||||||||||
| Ugualizzazione | Stabilizzazione del tessuto durante la fase finale di lavor >>Segue | |||||||||||||
| ULSTER | voce inglese; dal nome di una provincia dell'Irlanda settentrionale, dove tale tessuto viene fabbricato. 1. Tessuto molto pesante di lana proveniente >>Segue | |||||||||||||
| UNCINETTO | diminutivo di uncino. 1. Specie di grosso ago costituito da un normale bastoncino munito ad una estremità di un uncino che serve per prendere >>Segue | |||||||||||||
| UNCINO | Strumento metallico aguzzo e adunco, usato in sartoria per agganciare e chiudere un capo d'abbigliamento. L'uncino è >>Segue | |||||||||||||
| UNDERSTATED (STILE) | Estetica sobria, discreta, senza eccessi, fondata sulla raffinatezza non esibita; rappresenta l’eleganza silenziosa, l’essenzialità e l’attenzione >>Segue | |||||||||||||
| UNDERSTATEMENT | termine inglese, che significa "attenuazione del vero".Nel campo >>Segue | |||||||||||||
| UNDERWEAR | termine inglese composto da under, sotto e wear, vestito. Sinonimo >>Segue | |||||||||||||
| UNICO | Filato ad un solo capo che viene dalla filatura ed è utilizzato >>Segue | |||||||||||||
| UNICOLORE | da uni-+colore. Di un solo colore, di tinta uniforme (tessuto >>Segue | |||||||||||||
| UNIFORME | da uniforme (aggettivo), adattamento dal francese.1a. Insieme dei capi di vestiario, degli accessori e dei distintivi indossati dai militari. >>Segue | |||||||||||||
| UNIFORMITÀ (DI TINTURA) | Grado di regolarità della tintura di un filato o tessuto. I più comuni difetti che si possono >>Segue | |||||||||||||
| UNISEX | dall'inglese; abbreviazione di unisexual, composto da uni e da sex "unico sesso".E' riferito in genere >>Segue | |||||||||||||
| UNITO | Termine usato nella moda per indicare un filato, tessuto o capo d'abbigliamento a un solo colore >>Segue | |||||||||||||
| UPCYCLING | Processo di riutilizzo creativo di materiali o capi già esistenti, trasformati in nuovi prodotti di valore superiore; simbolo di moda circolare, >>Segue | |||||||||||||
| UP-TO-DATE | locuzione inglese che significa , letteralmente, «fino alla data attuale» 1a. Si riferisce a qualcosa di aggiornato, di moderno, alla moda. >>Segue | |||||||||||||
| URBANO (STILE) | Estetica ispirata al contesto cittadino e metropolitano, fatta di praticità, contaminazioni street, layering e materiali tecnici; rappresenta >>Segue | |||||||||||||
| USO (PREVEDIBILE) | Concetto normativo e progettuale che indica come un capo verrà effettivamente indossato o interpretato dall’utente; implica responsabilità progettuale >>Segue | |||||||||||||
| USURA (DEL TESSUTO) | Degradazione di un tessuto in conseguenza del troppo uso, il cui grado si stabilisce sottoponendo il tessuto a una serie di prove di laboratorio >>Segue | |||||||||||||
| VAIELLA | Tessuto di origine inglese, leggero e garzato, ad armatura saia, in mischia: lana 55% e cotone 45%. Morbido e caldo, originariamente usato per >>Segue | |||||||||||||
| VAIO (COLORE) | Punto di grigio nereggiante, o un qualsiasi colore che tende >>Segue | |||||||||||||
| VALENCIENNES | Pizzo o merletto, molto leggero, in cotone, caratterizzato da >>Segue | |||||||||||||
| VALENCIENNES [VALASIÉN] | Prende il nome dalla omonima città del Belgio.Merletto di cotone o lino, lavorato a fuselli, molto >>Segue | |||||||||||||
| VANISÉ | Tecnica di lavorazione a maglia mediante la quale sono immagliati due fili, in modo che uno copra uniformemente l'altro e quindi un lato del >>Segue | |||||||||||||
| VAPORISSAGGIO | a vapore, sul modello del francese "vaporisage".Operazione di finissaggio eseguita sui tessuti. Il tessuto viene >>Segue | |||||||||||||
| VAPORIZZO | Operazione di finissaggio della torsione mediante immissione di vapore in autoclave sotto vuoto; su filati >>Segue | |||||||||||||
| VAPOROSO | Aggettivo da vapore.Assai leggero, di poco peso, di poco >>Segue | |||||||||||||
| VARIOPINTO | Per un abito, un tessuto, un ricamo, che appaia composto di più colori. Altro >>Segue | |||||||||||||
| VASCETTA | alz. - Parte anteriore della calzatura, limitata anteriormente e lateralmente dallo spigolo che essa forma >>Segue | |||||||||||||
| VELA | Parte visibile del collo di una camicia che può essere separata o costituire un unico particolare con il listino. A seconda della vela si hanno >>Segue | |||||||||||||
| VELCRO | è un metodo di chiusura inventato da George De Mestral agli inizi degli anni 1950, è composto >>Segue | |||||||||||||
| VELETTA | Diminutivo di velo. Piccolo velo di tessuto leggerissimo e trasparente, talvolta a rete a maglia aperte >>Segue | |||||||||||||
| VELI DI RESINA | Sono ottenuti con il sistema della fabbricazione dei non tessuti a estrusione di una massa fusa. Sono pertanto dei veri e propri non tessuti >>Segue | |||||||||||||
| VELLO | Dal latino vellus, lana tosata.1. Il manto lanuto di una pecora, che ripara l'animale dal freddo e dall'acqua. L'operazione che consente di togliere >>Segue | |||||||||||||
| VELLUTATO | Da velluto.Tessuto di qualsiasi fibra a superficie pelosa e >>Segue | |||||||||||||
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