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Informazioni Utili sul Peperoncino


GUIDA AL MONDO DEI PEPERONCINI PICCANTI


Un pizzico di fuoco che riscalda ogni piatto, sapori e profumi che mettono allegria. È per questo che noi amiamo i peperoncini piccanti. Il peperoncino è un alimento molto salutare che dovremmo inserire più spesso nella nostra dieta. Ricco di vitamine e antiossidanti, ha la curiosa proprietà di bruciare i grassi, oltre che la lingua. Il peperone ”Capsicum” è una pianta annuale e può vivere bene per diverso tempo in capienti vasi di diametro non inferiore ai 40 cm. Il peperoncino piccante è un alimento impiegato per diversi usi fi n da tempi antichissimi. Si dice che il suo nome derivi dal greco “kapto” che significa “mordere”, con evidente riferimento al piccante che morde la lingua quando si mangia. La coltivazione del peperoncino si è diff usa in tutto il mondo. Sapete come? Grazie ai volatili. Questi, attirati dagli splendidi colori variopinti delle bacche dei peperoncini, li consumano tranquillamente e, digerendo, distribuiscono i semi in giro per il mondo. Questo perché Madre Natura li ha dotati della più completa insensibilità alla capsaicina,la sostanza che rende piccanti i peperoncini! La pianta è una “Solanacea”, ed è originaria dell’America Centrale, questo ci fa capire quale tipo di coltivazione adottare.

Dai peperoni primitivi ad oggi, 5 sono le specie più coltivate:
• Capsicum annuum, il peperone dolce italiano il più coltivato al mondo
• Capsicum baccatum, tipico di Bolivia e Perù è di piccantezza media
• Capsicum chinense, i peperoncini più piccanti al mondo
• Capsicum frutescens, subito dopo i chinense per piccantezza
• Capsicum pubescens, l’albero del peperone, più resistente al freddo
Più il frutto è ricco di capsaicina più è piccante e brucia; la placenta, i filamenti e gli stessi semi sono le parti più piccanti. Il peperoncino regala sapore ai cibi e si usa anche nelle cure di bellezza. Le sue proprietà curative sono state a lungo studiate e oggi si può aff ermare che, in giuste dosi, il peperoncino deve far parte della dieta delle persone. Il peperoncino ha proprietà antiossidanti e aiuta a combattere i danni provocati dall’invecchiamento di cellule e tessuti. Contiene numerose vitamine e sali minerali che stimolano la produzione di succhi gastrici e favoriscono la digestione. Inoltre, la capsaicina, migliora la circolazione del sangue alleviando dolori e infiammazioni.

1. Se il peperoncino è troppo piccante togliete i semi e i filamenti, sono le parti più piccanti. Oppure immergetelo in acqua bollente e fatelo riposare per una notte.
2. Indossate sempre i guanti se manipolate varietà di peperoncini molto piccanti.
3. Lasciateli fuori dalla portata dei bambini e degli animali domestici.
4. Se la pelle brucia passateci sopra un pò di alcol disinfettante.
5. Fate attenzione al taglio dei frutti, potrebbero schizzare succo.
6. Lavate accuratamente tutti gli attrezzi usati per preparare i peperoncini.
7. È sempre meglio assaggiare un pezzettino del vostro peperoncino prima di condire la pietanza.

 



COME PREPARARE UNA SALSA PICCANTE


INGREDIENTI:
• 500 g di salsa di pomodoro
• Peperoncini piccanti
• 1 spicchio d’aglio
• 1 cipolla grande
• 1 cucchiaino di aceto
• 2 cucchiaini di sale
• 1 cucchiaino di pepe rosa
Scegli i peperoncini giusti e nella giusta quantità. Questo passaggio è fondamentale per la buona riuscita della tua salsa e per determinarne il grado di piccantezza! Pesa i peperoncini. Una volta selezionati i peperoncini pesali ricordandoti che anche la quantità inciderà sulla piccantezza fi nale della tua salsa. Sbuccia e trita l’aglio e la cipolla. Metti nel frullatore l’aglio, la cipolla, i peperoncini (privati dei semi) e la salsa di pomodoro. Frulla fi no ad ottenere una salsa omogenea. Versa il contenuto del frullatore in una padella. Fai andare a fuoco lento fi no ad ottenere un leggero bollore. Aggiungi il sale, il pepe e l’aceto. Filtra, invasa e sterilizza i vasetti a bagnomaria ed imbottiglia la salsa. Conserva la salsa in frigorifero oppure congelala. Per aiutar ti nella conservazione puoi aggiungere un velo di olio prima di chiudere il barattolo. Non toccarti gli occhi, o altre parti sensibili, dopo aver maneggiato i peperoncini piccanti. Lavati accuratamente le mani con acqua e sapone.


COME SPEGNERE IL BRUCIORE E…


INFO DA SAPERE È perfettamente inutile ricorrere all’acqua! Ecco come alleviare il bruciore: 1. Ingerire prodotti come latte, yogurt o panna. 2. Sciacquare la bocca con birra o con altre bevande leggermente alcoliche. 3. Mangiate pane bianco. 4. Evitate di assumere bevande molto alcoliche o calde, peggiorereste la situazione. 5. Se la vostra pietanza è riuscita troppo piccante, usate della panna da cucina o del formaggio per attenuarne il sapore. 6. In Asia si combatte il bruciore mangiando riso bianco cotto a vapore.


COLTIVAZIONE E CURA DEGLI HOT PEPPERS


Tutte le piante di peperoncini possono essere coltivate in vaso (diametro minimo 30 cm) e posti su balconi o terrazzi assolati ma anche ben arieggiati. Il terreno o terriccio dev’essere sciolto, acido, ben drenato con una buona componente sabbiosa e non troppo fertilizzato: un uso eccessivo di concimi porterebbe a bellissime piante fogliose ma con pochissimi fi ori e quindi pochissimi frutti. Al contrario di quanto si pensa, il peperoncino ha bisogno di molta acqua durante la coltivazione. Necessita di almeno 2 irrigazioni alla settimana (aumentare in estate) senza però creare ristagni. Evitare di bagnare la pianta! Per aumentare il gusto piccante dei frutti, basta diminuire le innaffi ature. Un’altra tecnica è quella di annaffi are solamente quando le foglie si sono abbassate, un chiaro indice di scarsità d’acqua. Per favorire la maturazione dei frutti si può aumentare il tenore di potassio del terreno. Potete usare lo stesso concime che usate sui pomodori. I frutti si raccolgono in estate e in autunno ed è preferibile usarli subito dopo la raccolta affi nché non perdano le loro proprietà. La raccolta va eff ettuata quando i frutti sono completamente maturi, asportando i frutti per mezzo di una piccola cesoia per non danneggiare le piante. Essendo perenni a vita breve, le piante possono essere fatte svernare in casa, in una posizione calda e assolata. Devono essere portate all’interno o in serra quando la temperatura di notte scende sotto i 15 °C, mentre di giorno possono essere portate fuori se la temperatura si mantiene sopra i 15-20 °C. D’inverno le piante possono perdere le foglie, e necessitano una potatura per lo meno dei rami secchi in marzo. In questo periodo è meglio non annaffi are e non concimare.

Informazioni sulla coltivazione dle peperoncino
Tutte le piante di peperoncini possono essere coltivate in vaso (diametro minimo 30 cm) e posti su balconi o terrazzi assolati ma anche ben arieggiati. Il terreno o terriccio dev’essere sciolto, acido, ben drenato con una buona componente sabbiosa e non troppo fertilizzato: un uso eccessivo di concimi porterebbe a bellissime piante fogliose ma con pochissimi fi ori e quindi pochissimi frutti. Al contrario di quanto si pensa, il peperoncino ha bisogno di molta acqua durante la coltivazione. Necessita di almeno 2 irrigazioni alla settimana (aumentare in estate) senza però creare ristagni. Evitare di bagnare la pianta! Per aumentare il gusto piccante dei frutti, basta diminuire le innaffi ature. Un’altra tecnica è quella di annaffi are solamente quando le foglie si sono abbassate, un chiaro indice di scarsità d’acqua. Per favorire la maturazione dei frutti si può aumentare il tenore di potassio del terreno. Potete usare lo stesso concime che usate sui pomodori. I frutti si raccolgono in estate e in autunno ed è preferibile usarli subito dopo la raccolta affi nché non perdano le loro proprietà. La raccolta va eff ettuata quando i frutti sono completamente maturi, asportando i frutti per mezzo di una piccola cesoia per non danneggiare le piante. Essendo perenni a vita breve, le piante possono essere fatte svernare in casa, in una posizione calda e assolata. Devono essere portate all’interno o in serra quando la temperatura di notte scende sotto i 15 °C, mentre di giorno possono essere portate fuori se la temperatura si mantiene sopra i 15-20 °C. D’inverno le piante possono perdere le foglie, e necessitano una potatura per lo meno dei rami secchi in marzo. In questo periodo è meglio non annaffi are e non concimare.

Molti coltivatori consigliano di potare i rami superflui. Solitamente vengono considerati tali, i rami che si sviluppano alla base del fusto, in pratica sono quelli che non seguono la tipica forma a Y della pianta. Vengono eliminati perchè tolgono energia vitale alla pianta, facendo produrre meno fiori o dando vita a frutti più piccoli del normale, per questo motivo vengono chiamati "succhioni". Consiglio di andarci piano con la potatura, perchè spesso da questi rami, ho ottenuto invece moltissimi fiori che si sono poi dimostrati portatori di ottimi frutti. Pertanto il consiglio è di lasciare che la pianta si regoli da se, intervenendo solo nei rami meno vigorosi e potando naturalmente i rami secchi.
Un altro motivo che spinge molti coltivatori alla potatura (soprattutto i vivaisti), è l'esigenza di dare alla pianta delle forme ben stabilite, per esempio se si vuole che la pianta sviluppi di più in altezza piuttosto che in larghezza. Questo potrebbe però causare uno stress tale, da farla sviluppare meno di quanto avrebbe fatto se non fosse stato potato nulla.
Quando effettuate la potatura, ricordate di lasciare almeno 1 cm del ramo tagliato, perchè se il taglio viene effettuato troppo a ridosso del fusto principale, potrebbero sorgere delle malattia che colpirebbero tutta la pianta.
Spesso capita che il terriccio in superficie si indurisce a causa dell'eccessivo caldo, formando una specie di crosta che ostacola l'ossigenazione delle radici causando un rallentamento della crescita. In questo caso, utilizzando ad esempio una forchetta, è bene grattare la superficie smuovendo un po' di terriccio (circa 1 cm di profondità), in modo da permettere all'ossigeno di penetrare all'interno, ossigenando le radici e permettendo alla pianta di crescere regolarmente.
Non dimenticate di mettere un tutore per sostenere la pianta ed evitare che si spezzi in caso di forte vento. Una semplice canna di bambù va più che bene e per legarla al fusto, potete usare un qualsiasi nastro o fil di ferro.

Quando finalmente andrete a raccogliere i vostri peperoncini, ricordatevi che se nelle 48 ore precedenti non avete dato acqua, gli stessi risulteranno molto più piccanti. Se invece avete annaffiato da poco...la piccantezza sarà minore.A voi la scelta...........
A proposito della piccantezza, esiste una vera e propria unità di misura per determinarla, chiamata "scala di Scoville", che prende il nome dal suo scopritore Wilbur Scoville.
Il numero di unità di Scoville (SHU - Scoville Heat Units), indica la quantità di capsaicina equivalente contenuta nel peperoncino, quindi più alta è.......più piccante sarà il peperoncino in questione.

LE FOGLIE GIALLE
Indicano mancanza di luce oppure un eccesso di irrigazione. Ridurre l’apporto idrico e posizionare la pianta in un posto più luminoso.
LE FOGLIE ACCARTOCCIATE
Indicano che il terriccio è troppo secco o che l’esposizione al sole è eccessiva. Regolare al meglio le irrigazioni e spostare la pianta dove la temperatura è più accettabile. Se il problema è dovuto a qualche parassita, possiamo rilevarne la presenza sotto le foglie e agiamo rapidamente con qualche insetticida biologico.

LE FOGLIE SBIADITE
Indicano che il terriccio dove sta crescendo la nostra pianta manca di sostanze nutrienti come ferro e magnesio. E’ necessario eff ettuare una concimazione ad alto contenuto degli elementi mancanti.

LA CASCOLA DEI FIORI
Non preoccupatevi se una parte dei fi ori cade prematuramente: si tratta infatti di un fenomeno del tutto fi siologico. Esistono tuttavia alcuni fattori di tipo ambientale che possono infl uire negativamente sulla vitalità dei fi ori. Questi infatti tendono a cadere quando la pianta si trova in condizioni di soff erenza, come ad esempio in caso di eccessiva esposizione al sole o di temperature particolarmente elevate. Una notevole caduta di fi ori può essere osservata anche nelle piante che non godono di suffi ciente illuminazione oppure che soffrono per la mancanza di irrigazione o, al contrario, per un prolungato ristagno idrico nel terreno.

Fitoterapici Vegetali

Per una difesa naturale dagli afidi alcune piante possono essere sfruttate come fitoterapici vegetali; tali rimedi possono considerarsi come una difesa preventiva dagli afidi rendendo l'ambiente circostante la pianta a loro ostile. A volte le sostanze naturali possono servire anche per attacchi di lieve entità, tuttavia se l'attacco è ormai consolidato l'unico rimedio efficace è acquistare per tempo un insetticida specifico prima che gli afidi uccidano la pianta.

Tra i rimedi naturali più efficaci possiamo riportare:

AGLIO e CIPOLLA: L'estratto alcolico dell'aglio e della cipolla origina un naturale repellente nei confronti degli afidi e di altri parassiti, e alcuni suoi derivati (generalmente infusi) possono essere applicati direttamente sulla pianta.

ORTICA: L'ortica macerata e applicata direttamente sulla pianta viene utilizzata al duplice scopo di stimolare la crescita e di difendere dai parassiti.

PEPERONCINO: Il peperoncino stesso è un potente repellente contro gli afidi. I semi macinati in polvere e le bacche essiccate e triturate possono essere ridotte ad un'essenza da distribuire direttamente sulle piante. I capsaicinoidi, cioe' le sostanze che conferiscono il gusto piccante del peperoncino, come rivelato da uno studio americano del 2008 sono prodotti dalla pianta come meccanismo di difesa contro funghi parassiti e gli afidi.

Anche il pomodoro e la felce contengono sostanze che contrastano gli afidi e in commercio esistono delle miscele e sostanze da essi derivate che possono essere utilizzate contro i parassiti.

Un efficace rimedio contro l'attacco degli afidi è inoltre il "sapone di Marsiglia" diluito con acqua, da utilizzarsi sopratutto preventivamente come repellente, nebulizzato ogni due o tre settimane quando la pianta è alta circa 10 centimetri.

IBRIDAZIONE
Il peperoncino è una pianta autogama, cioè autofecondante. Questo significa che non è necessaria l'impollinazione da parte di insetti per far si che il fiore si trasformi in peperoncino, infatti tutto avverrà automaticamente. Detto questo, purtroppo esiste il rischio della cosiddetta "ibridazione", ovvero la modificazione genetica dei peperoncini dovuta all'impollinazione di due varietà diverse. Questo può essere causato da insetti impollinatori che volando da un fiore all'altro o da una pianta all'altra, ne trasportano il polline lasciandolo sul pistillo dei fiori di piante diverse (magari perchè vicine). In questo modo, i peperoncini che nasceranno dai suddetti fiori, saranno apparentemente identici alla varietà che rappresentano, ma i semi contenuti al loro interno, porteranno con se le mutazioni genetiche dovute all'ibridazione. In altre parole, significa che le piante che nasceranno da questi semi, non avranno niente a che vedere con la varietà originale e considerando il tempo e la passione impiegata per farle crescere.......sarà una grande delusione. Per scongiurare questo fenomeno, necessita isolare i fiori non ancora sbocciati, in modo che nessun insetto (o il semplice vento) potrà depositare su di essi, il polline proveniente da altri fiori.L'isolamente può essere effettuato utilizzando un semplice telo TNT. Molti coltivatori usano isolare l'intera pianta, ma è una pratica che sconsiglio vivamente, poichè considerando l'aumento di temperatura che porta il TNT, si rischierà di indurre la pianta ad uno stress tale da far cadere la quasi totalità dei fiori, con la conseguente limitazione dei peperoncini prodotti (anche l'80% in meno). Per evitare questo problema, consiglio invece di isolare i singoli rami (anche uno per pianta).Una volta avvenuta l'allegagione (trasformazione del fiore in peperoncino), si potrà togliere il TNT e godersi la crescita dei frutti con la totale sicurezza che i semi in essi contenuti saranno puri.

CONSERVAZIONE DEI SEMI
Arrivati nel periodo di autunno, le piante sono ormai arrivate alla fine della produzione, pertanto è consigliabile prendere i frutti rimasti per estrarre e conservare i semi.Per fare ciò, dovete semplicemente estarrre i semi dai peperoncini maturi che avete isolato precedentemente per evitare l'ibridazione (sempre se l'avete fatto), utilizzando un coltello appuntito e dei guanti (in lattice per esempio), per evitare bruciore agli occhi o qualsiasi altra parte del corpo toccata dopo aver maneggiato i frutti.Consiglio di estrarre i semi con tutta la placenta (la parte bianca e spugnosa dove sono attaccati i semi), in modo che continuino ancora a maturare. Inoltre la placenta rilascerà la capsaicina che oltre a costituire una vera e propria barriera con l'ambiente esterno, gli darà quel colore dorato caratteristico dei semi. Dopodichè dovrete mettere i semi (ancora attaccati alla placenta) in un contenitore (ad es: i bicchierini di caffè) o su qualche foglio di carta assorbente (quella utilizzata in cucina va benissimo) e metterli ad asciugare in un posto riparato dalle piogge. Una volta asciutti, i semi verranno staccati dalla placenta e conservati in delle bustine di plastica o carta e riposti in un luogo asciutto e possibilmente fresco.Solitamente la vita media dei semi, se posti nei luoghi adatti, può superare anche i 2 anni.
NEMICI DELLE PIANTE
Numerosi sono i nemici che possono minare la salute delle nostre piante. Quelli più pericolosi e che personalmente ho dovuto combattere sono gli Afidi.Essi sono insetti di piccolissime dimensioni, comunemente conosciuti come pidocchi, di colore variabile dal verde chiaro al bruno. Vivono in colonie, preferibilmente sulla pagina inferiore delle foglie, e si nutrono dei succhi floematici, pungendo la pianta con il proprio apparato boccale pungente e succhiante ed iniettando contemporaneamente una sostanza che la danneggia. Le foglie apicali sono le prime ad essere colpite e, osservandole superficialmente, i piccoli parassiti non si vedono. Le foglie si deformano, diventano corrugate e compaiono bolle ed accartocciamenti (Vedi foto in basso).E' importantissimo osservare le piante con attenzione in modo da poter intervenire nel più breve tempo possibile. Infatti osservando la pagina inferiore delle foglie, noterete tali micidiali insetti che, se lasciati fare, possono ridurre la pianta in condizioni gravissime.Gli afidi rilasciano una sostanza chiamata "melata" di cui vanno ghiotte le formiche, pertanto se le notate gironzolare nei vostri vasi o nelle vostre piante, iniziate ad allarmarvi e ad osservare la pagina inferiore delle foglie con attenzione. Inoltre eliminando le formiche, potrete limitare la diffusione degli afidi, perchè spesso sono proprio loro che le trasportano da una pianta all'altra.Nel caso in cui notate la presenza di questi parassiti, allora agite in tempo. Personalmente ho sempre risolto il problema utilizzando dei prodotti appositi a base di piretro. Quest'ultimo, essendo un insetticida naturale, oltre ad essere molto efficace, non rovina il raccolto (e soprattutto la nostra salute).Una volta eliminati, non abbassate mai la guardia e non cantate vittoria. Il mio consiglio è di controllate le vostre piante ogni giorno, in quanto, anche utilizzando un insetticida efficace, gli Afidi nella maggior parte dei casi tornano, quindi bisogna stanarli sul nascere, onde evitare di perdere il controllo della situazione e farli moltiplicare troppo, rendendo il problema ingestibile.
Uno dei principali predatori degli afidi è la coccinella, pertanto se vi capita di vederla gironzolare nelle vostre piante, siatene più che contenti e soprattutto non allontanatela, anche perchè non reca alcun danno.Non tutti sanno che la coccinella quando nasce, non ha la forma ed il colorito rosso (o marrone) con i puntini neri che la caratterizzano e che siamo abituati a vedere. Come tantissimi altri insetti, nasce allo stato larvale per poi passare allo stato di "pupa" e definitivamente alla coccinella che conosciamo.Già allo stato larvale è una vorace ed agguerrita predatrice di afidi, quindi anche se esteticamente non ha niente a che vedere con quella adulta, vi consiglio vivamente di non allontanarla.Per facilitarvi nel riconoscerle, ho inserito di seguito due foto. La prima ritrae una larva di coccinella (colore nero) e tre pupe (colore marroncino), mentre nella seconda trovate una coccinella adulta.

PIANTE AMICHE
Le coccinelle sono ghiotte di afidi e di parassiti. Attiriamole trapiantando nelle vicinanze dei nostri peperoncini le seguenti piante amiche:Fiordaliso - Geranio - Rafano - Tagete - Tarassaco - Timo - Tanaceto

CURE AUTUNNALI ED INVERNALI
Alcune varietà di peperoncino, soprattutto i capsicum chinense (tipo l'Habanero, Bhut Jolokia ecc.), raggiungono il massimo splendore proprio in autunno e portano con se i colori dei loro frutti anche in una parte della cattiva stagione, pertanto bisogna avere un po' di cure particolari per far sì che riescano a sopravvivere fino alla primavera successiva.Per prima cosa, è necessario trovare un posto dove tenerli al riparo dalle intemperie ed evitare di annaffiare più del dovuto. Basta stare attenti che il terriccio sia appena umido e spesso significa annaffiare una volta ogni due settimane. Dare troppa acqua significherebbe creare ristagni nel substrato e favorire l'insorgere di malattie o funghi.Per quanto riguarda invece il posto per ripararli, io personalmente utilizzo una serra. E' chiaro che per motivi di spazio non tutte le piante a nostra disposizione potranno essere messe al riparo, pertanto consiglio di selezionare quelle più robuste (magari una per tipologia).Per chi non ha la possibilità di utilizzare una piccola serra, può mettere le piante in un luogo al chiuso, purchè sia abbastanza luminoso, ad esempio in casa su un davanzale o sulle scale a patto che ci sia qualche vetrata che possa illuminarle. Chiaramente per chi coltiva in terra, dovrà prima spiantarle e metterle nei vasi (per questo motivo preferisco la coltivazione in vaso).Fatto questo, dovrete controllare le vostre piante periodicamente ed eliminare eventuali frutti e rami secchi. Non abbiate paura.....la prossima primavera la pianta emettera nuovi rami e quindi....nuovi frutti (Vedi foto sottostanti).

IL LUOGO IDEALE
I peperoncini sono originari delle “calde” terre dell’America meridionale e centrale, pertanto il luogo ideale per coltivare i peperoncini e i peperoni è un posto molto assolato.Tuttavia è necessario proteggere queste piante dall’esposizione diretta al sole (ad esempio nelle prime ore pomeridiane dei mesi estivi), perché i raggi solari bruciano le foglie e i frutti. Le piante sono sensibili al freddo e la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5°C. In Europa centrale le piante possono rimanere all’esterno se le temperature sono comprese tra i 7°C e i 29°C. Nelle nostre zone è meglio coltivare queste piante in vaso, per poterle spostare in un luogo chiuso e temperato a svernare. È importante che il luogo sia ben aerato, per prevenire la formazione di malattie fungine e parassitarie.

DALLA SEMINA ALLA RACCOLTA
Queste piante crescono bene in un terreno sciolto, sabbioso o argilloso, con un valore pH leggermente acido (4,3–7,5). È possibile iniziare la semina a gennaio, la temperatura ottimale per la germinazione è piuttosto alta, dai 25°C ai 32°C, e la germinazione stessa è piuttosto lenta, da 1 a 3 settimane a seconda della varietà. Dopo la nascita di due coppie di foglie è possibile picchettare i semenzali in vasi più grandi (trapianto). Per ottenere una pianta folta e ben ramificata bisognerebbe cimare gli apici vegetativi non appena la pianta raggiunge i 40 cm di altezza circa. Poiché il periodo di maturazione è molto lungo (oltre 70 giorni), i frutti maturano relativamente tardi, a partire da agosto o da settembre e fino a novembre.

FABBISOGNO IDRICO
A queste piante occorre molta acqua – si pensa che esse siano originarie delle zone tropicali sudamericane, dove piove durante tutta l’estate. Tuttavia non bisogna annaffiarle troppo, perché non gli piace avere i “piedi bagnati”; le radici potrebbero marcire e distruggere la pianta. Generalmente è sufficiente annaffiarle 1-2 volte alla settimana. Nei giorni molto caldi, invece, è necessario controllare più spesso l’umidità della terra, soprattutto se la calura coincide con il periodo della fioritura e della fruttificazione, onde evitare una caduta anormale di fiori o di frutti. Al pari dei pomodori, non si dovrebbe mai annaffiare la pianta, bensì solo la terra, altrimenti i frutti potrebbero marcire rapidamente.

MALATTIE E PARASSITI
I peperoncini e i peperoni sono spesso vittime di malattie fungine, di conseguenza è estremamente importante tenerli in un luogo ben arieggiato. I parassiti che principalmente attaccano queste piante sono l’aleurodide (mosca bianca), gli afidi, il ragnetto rosso e le lumache.

CONCIMAZIONE
Le piante di peperone hanno bisogno di molte sostanze nutritive. Hanno bisogno di azoto per la crescita del fogliame, per la produzione di capsaicina nei frutti, infine per una crescita sana delle radici. Per la fruttificazione sono molto importanti il fosforo e, soprattutto, il potassio. Per le piante in vaso si può adottare lo stesso concime usato per le piante di pomodoro. Le piante che producono molti fiori ma pochi frutti, nonostante vivano a una temperatura ottimale, possono soffrire di carenza di magnesio. La concimazione non deve essere troppo abbondante, ma suddivisa in più interventi, altrimenti si rischia di bruciare le radici.

SVERNAMENTO
Il luogo per lo svernamento dovrebbe essere fresco e luminoso, ma non freddo. Una terrazza coperta leggermente riscaldata o il giro scala con finestra sono luoghi ideali. Subito prima dello svernamento potete potare massicciamente le piante; di solito in inverno le piante perdono tutte le foglie, ma non c’è da preoccuparsi. In questo periodo bisognerebbe annaffiare poco le piante e non concimarle. Potete ricominciare ad annaffiarle regolarmente a metà febbraio. Dopo la pausa invernale dovreste trapiantare le piante in terra fresca

EFFETTI E PROPRIETA’
L’azione antidolorifi ca dei peperoncini è nota dalla notte dei tempi. Estratti a base di capsicina vengono usati per curare strappi muscolari, dolori alla schiena, reumatismi ma anche l’artrosi e il mal di denti. Inoltre, la capsicina, rende inoff ensivi gli agenti patogeni in caso di basso livello di igiene. Limitare il consumo di peperoncini piccanti nei casi di infi ammazioni dell’apparato digerente ed intestinale.

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