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Autore:  Leonardo Da Vinci 1452-1519, artista e scienziato italiano.

Frase

Il ragno, stante infra all’uve, pigliava le mosche che in su tale uve si pascevan. Venne la vendemmia, e fu pesto il ragno insieme coll’uve. >>Condividi

La vite, invecchiata sopra l’albero vecchio, cadde insieme con la ruina d’esso albero, e fu per la trista compagnia a mancare insieme con quello. >>Condividi

Il torrente portò tanto di terra e pietre nel suo letto, che fu po’ constretto a mutar sito. >>Condividi

La rete, che soleva pigliare li pesci, fu presa e portata via dal furor de’ pesci. >>Condividi

La palla della neve quanto più rotolando discese delle montagne della neve, tanto più moltiplicò la sua magnitudine. >>Condividi

Il salice, che per li sua lunghi germinamenti cresce da superare ciascuna altra pianta, per avere fatto compagnia colla vite, che ogni anno si pota, fu ancora lui sempre storpiato. >>Condividi

Necessaria compagnia ha la penna col temperatoio e similmente utile compagnia, perché l’una sanza l’altro non vale troppo. >>Condividi

Dispregiando uno vecchio pubblicamente un giovane, mostrando aldacemente non temer quello, onde il giovane li rispuose che la sua lunga età li faceva migliore scudo che la lingua o la forza. >>Condividi

Uno artigiano andando spesso a vicitare un signore, sanza altro proposito dimandare, al quale il signore domandò quello che andava facendo. Questo disse che venia lì per avere de’ piaceri che lui aver non potea. perocchè lui volentieri vedeva omini più potenti di lui, come fanno i popolari, ma che ‘l sig . . . >>Segue

Uno vede una grande spada allato a un altro e dice:” O poverello! Ell’è gran tempo ch’io t’ho veduto legato a questa arme: perché non ti disleghi, avendo le mani disciolte e possiedi libertà?” Al quale costui rispose:” Questa è una cosa non tua, anzi è vecchia.” Questo, sentendosi mordere, rispuose:” Io . . . >>Segue

Due camminando di notte per dubbiosa via, quello dinanzi fece gran strepido col culo. e disse l’altro compagno: “ Or veggo io ch’i son da te amato”. “Come?” disse l’altro. Quel rispose.” Tu mi porgi la correggia perch’io non caggia, né mi perda da te”. >>Condividi

Uno disputandosi e vantandosi di sapere fare molti vari e belli giochi, un altro de’ circustanti disse:” Io so fare uno gioco il quale farà trarre le brache a chi a me parirà”. Il primo vantatore, trovandosi sanza brache: “Che no”, disse, “che a me non le farai trarre! E vadano un paro di calze”. Il prop . . . >>Segue

Uno disse a un suo conoscente: “Tu hai tutti li occhi trasmutati in istrano colore”. Quello li rispose intervenirli spesso. “Ma tu non ci hai posto cura? E quando t’addivien questo?” Rispose l’altro: “Ogni volta ch’e mia occhi veggono il tuo viso strano, per violenza ricevuta da sì gran dispiacere, subit . . . >>Segue

Uno disse a un altro: “Tu hai tutti li occhi mutati in istran colore”. Quello li rispose: “Egli è perché i mia occhi veggono il tuo viso strano”. >>Condividi

Uno disse che in suo paese nasceva le più strane cose del mondo. L’altro rispose: “Tu che vi se’ nato, confermi ciò esser vero, per la stranezza della tua brutta presenza”. >>Condividi

Una lavava i panni e pel freddo aveva i piedi molto rossi, e, passandole appresso, uno prete domandò con ammirazione donde tale rossezza dirivassi. al quale la femmina subito rispuose che tale effetto accadeva, perché ella aveva sotto il foco. Allora il prete mise mano a quello membro, che lo fece essere . . . >>Segue

Andando un prete per la sua parrocchia il sabato santo, dando, com’è usanza, l’acqua benedetta per le case, capitò nella stanza d’un pittore, dove spargendo essa acqua sopra alcuna sua pittura, esso pittore, voltosi indirieto alquanto scrucciato , disse, perché facessi tale spargimento sopra le sue pittu . . . >>Segue

Usano i frati minori, a certi tempi, alcune loro quaresime, nelle quali essi non mangiano carne ne’ lor conventi. ma in viaggio, perché essi vivano di limosine, hanno licenzia di mangiare ciò che è posto loro innanzi. Onde, abbattendosi in detti viaggi una coppia d’essi frati a un’osteria in compagnia d’ . . . >>Segue

Uno lasciò lo usare con uno suo amico, perché quello spesso li diceva male delli amici sua. Il quale lasciato l’amico, un dì, dolendosi collo amico, e dopo il molto dolersi, lo pregò che gli dicesse quale fusse la cagione che lo avessi fatto dimenticare tanta amicizia. Al quale esso rispose: “Io non vogl . . . >>Segue

Una putta mostrò il cuno d’una capra ‘n cambio del suo a un prete, e prese un grosso, e così lo beffò. >>Condividi

La femmina nel passare uno tristo e fangoso, tre verità. Ella nell’alzarsi colle mani i panni dirieto e dinnanzi si tocca la potta e l’culo e dice: “Questo è uno triste passo!” >>Condividi

Uno volendo provare colla alturità di Pitagora come altre volte lui era stato al mondo, e uno non li lasciava finire il suo ragionamento, allo costui disse a questo tale: “E per tale segnale che io altre volte ci fussi stato, io mi ricordo che tu eri mulinaro”. Allora costui, sentendosi mordere colle par . . . >>Segue

Fu dimandato un pittore, perché facendo lui le figure sì belle, che eran cose morte, per che causa avessi fatto i figlioli sì brutti. Allora il pittore rispose che le pitture le fece di dì e i figlioli di notte. >>Condividi

Uno andando a Modana ebbe a pagare cinque soldi di gabella della sua persona. Alla qual cosa, cominciato a fare gran cramore e ammirazione, attrasse a sé molti circunstanti, i quali domandando donde veniva tanta maraviglia, ai quali Maso rispose: “O non mi debbo io maravigliare con ciò sia che tutto un o . . . >>Segue

Sendo uno infermo in articulo di morte, esso sentì battere la porta e domandato uno de’ sua servi chi era che batteva l’uscio, esso servo rispose essere una che si chiamava Madonna Bona. Allora l’infermo, alzato le braccia al cielo, ringraziò Dio con alta voce, poi disse ai servi che lasciassino venire p . . . >>Segue

Fu detto a uno che si levasse dal letto, perché già era levato il sole, e lui rispose: “Se io avessi a fare tanto viaggio e faccende quanto lui, ancora io sarei già levato, e però, avendo a fare sì poco cammino, ancora no mi vo’ levare”. >>Condividi

Facezia dell’arciprete di Sancta Maria del Monte, che sta a Varese, che fu mandato legato al Duca ‘n iscambio d’uno sparviere. >>Condividi

Uno rimproverò a uno omo da bene che non era legittimo. Al quale esso rispose esser legittimo nelli ordini della spezie umana e nella legge di natura, ma che lui nell’una era bastardo, perch’egli aveva più costumi di bestia che d’omo, e nella legge delli omini non avea certezza d’esser ligittimo. >>Condividi

Sapiendo un ladro che ‘n suo cognoscente merciaio avea assai danari ‘n una cassa in sua bottega, fece pensiero di rubarliele, e di mezzanotte, entrato in bottega d’esso merciaio, cominciato a dare ordine alla sua intenzione, fu sopraggiunto, la bottega dischiavata dal gran catenaccio. E con grande spaven . . . >>Segue

Uno povero omo fece intendere a uno usceri d’un gran signore come e’ dovessi dire al suo signore, che quivi era venuto un suo fratello, il quale avea gran bisogno di parlarli. Il quale usceri, avendo riferita tale imbasciata, ebbe comessione di dare l’entrata a tale fratello. Il quale giunto al cospetto . . . >>Segue

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