Chi inizia a correre senza aver mai praticato attività sportiva, oppure chi riprende dopo anni di inattività, deve avere pazienza: la prima uscita sarà piuttosto breve e le successive non potranno aumentare a dismisura la distanza.
Esistono formule per calcolare quanti metri percorrere nella prima uscita e quanti aggiungere nelle successive, ma la regola fondamentale è sapersi autoregolare in base al proprio stato fisico. Se al termine di una corsa vi sentite bene e avete voglia di continuare, fatelo pure. Se invece durante l’allenamento percepite che qualcosa non va, rallentate il ritmo o fermatevi: non siete in gara.
Durante le prime uscite evitate percorsi troppo impegnativi o discontinui: niente salite o discese, niente terreni cedevoli o sconnessi. Correre solo in orari lontani dai pasti e, paradossalmente, non troppo forte: l’ideale è una velocità che affanni leggermente il respiro ma senza trasformarlo nel classico “fiatone” (allenamento aerobico).
Chi sa misurare la frequenza cardiaca può partire dal numero delle pulsazioni a riposo e raddoppiarle: tale valore non deve essere superato nelle prime uscite e comunque non bisogna oltrepassare le 120 ppm.
Evitate sprint per superare un amico o per non fermarvi al semaforo rosso: ci si può tranquillamente fermare. Va benissimo invece iniziare e concludere le prime uscite con una camminata.
Se non avete mai corso, iniziate rispettando la metratura o il tempo indicato in base alla vostra età. Non correte troppo forte: l’ideale è una velocità che consenta di chiacchierare abbastanza tranquillamente, che affanni leggermente il respiro ma senza trasformarlo nel classico “fiatone”. Nelle successive sedute sommate la distanza o il tempo aggiuntivo al valore iniziale.
Buona corsa!