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| Autore: Leonardo Da Vinci 1452-1519, artista e scienziato italiano. |
Frase |
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Sicome il mangiare sanza voglia fia dannoso alla salute, così lo studio sanza desiderio guasta la memoria, e no’ ritiene cosa ch’ella pigli. >>Condividi |
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Il misero salice, trovandosi non potere fruire il piacere di vedere i sua sottili rami fare ovver condurre alla desiderata grandezza e dirizzarsi al cielo – per cagione della vite e di qualunche pianta li era visina, sempre elli era storpiato e diramato e guasto – e raccolti in sé tutti li spiriti, e con . . . >>Segue |
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Le fiamme, già uno mese durato nella fornace de’ bicchieri e veduto a sé avvicinarsi una candela ‘n un bello e lustrante candeliere, con gran desiderio si forzavano accostarsi a quella. Infra le quali una lasciato il suo naturale corso e tiratasi d’entro a uno voto stizzo, dove si pasceva, e uscita da l’ . . . >>Segue |
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Trovandosi il vino, divino licore dell’uva, in una aurea e ricca tazza, e sopra la tavole di Maumetto, e montato in groria di tanto onore, subito fu assaltato da una contraria cogitazione, dicendo a sé medesimo: ”Che fo io? Di che mi rallegro io? Non m'avvedo esser vicino alla mia morte e lasciare l’aure . . . >>Segue |
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Stando il topo assediato in una piccola sua abitazione, dalla donnola, la quale con continua vigilanza attendea alla sua disfazione, e per uno piccolo spiraculo ragguardava il suo gran periculo. Infrattanto venne la gatta e subito prese essa donnola, e immediate l’ebbe divorata. Allora il ratto, fatto sa . . . >>Segue |
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La formica trovato uno grano di miglio, il grano sentendosi preso da quella gridò:” Se mi fai tanto piacere di lasciarmi fruire il mio desiderio del nascere, io ti renderò cento me medesimi”. E così fu fatto. >>Condividi |
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Trovato il ragno uno grappolo d’uve, il quale per la sua dolcezza era molto visitato da ave e diverse qualità di mosche, li parve aver trovato loco molto comodo al suo inganno. E calatosi giù per lo suo sottile filo, e entrato nella nova abitazione, lì ogni giorno, facendosi alli spiraculi fatti dalli in . . . >>Segue |
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La vitalba, non istando contenta nella sua siepe, cominciò a passare co’ sua rami la comune strada e appiccarsi all’opposita siepe. onde da’ viandanti poi fu rotta. >>Condividi |
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Addormentatosi l’asino sopra il diaccio d’un profondo lago, il suo calore dissolvé esso diaccio, e l’asino sott’acqua, a mal suo danno, si destò, e subito annegò. >>Condividi |
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Trovandosi alquanta poca neve appiccata alla sommità d’un sasso, il quale era collocato sopra la strema altezza d’una altissima montagna, e raccolto in sé la maginazione, cominciò con quella a considerare, e infra sé dire: ”Or non son io da essere giudicata altera e superba, avere me, piccola drama di ne . . . >>Segue |
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Il falcone non potendo sopportare con pazienza il nascondere che fa l’anitra fuggendosele dinnanzi e entrando sotto acqua, volle come quella sotto acqua seguitare, e, bagnatosi le penne, rimase in essa acqua, e l’anitra, levatasi in aria, schernia il falcone che annegava. >>Condividi |
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Il ragno, volendo pigliare la mosca con sue false rete, fu sopra quelle dal calabrone crudelmente morto. >>Condividi |
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Volendo l’aquila schernire il gufo, rimase coll’alie impaniate, e fu dall’omo presa e morta. >>Condividi |
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Avendo il cedro desiderio di fare uno bello e grande frutto in nella sommità di sé, lo mise a seguizione con tutte le forze del suo omore, il quale frutto, cresciuto, fu cagione di fare declinare la elevata e diritta cima. >>Condividi |
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Il persico, avendo invidia alla gran quantità de’ frutti visti fare al noce suo vicino, diliberato fare il simile, si caricò de’ sua in modo tale, che ‘l peso di detti frutti lo tirò diradicato e rotto alla piana terra. >>Condividi |
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Il noce mostrando sopra una strada ai viandanti la ricchezza de’ sua frutti, ogni omo lo lapidava. >>Condividi |
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Il fico stando sanza frutti nessuno lo riguardava. volendo, col fare essi frutti, essere laldato da li omini, fu da quelli piegato e rotto. >>Condividi |
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Stando il fico vicino all’olmo, e riguardando i sua rami essere sanza frutti, e avere ardimento di tenere il sole a’ sua acerbi fichi, con rampogne gli disse: “O olmo, non hai tu vergogna a starmi dinanzi? Ma aspetta ch’e mia figlioli sieno in matura età, e vedrai dove ti troverai”. I quali figlioli poi . . . >>Segue |
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Uno poco di foco, che in un piccolo carbone infra la tiepida cenere remaso era, del poco omore, che in esso restava, carestiosa e poveramente sé medesimo notrìa, quando la ministra della cucina, per usare con quello l’ordinario suo cibario offizio, quivi apparve, e, poste le legne nel focolare, e col sol . . . >>Segue |
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I tordi si rallegrarono forte vedendo che l’omo prese la civetta e le tolse la libertà, quella legando con forti legami ai sua piedi. La qual civetta fu poi, mediante il vischio, causa non di far perdere la libertà ai tordi, ma lo loro propia vita. Detta per quelle terre, che si rallegran di vedere perde . . . >>Segue |
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Dormendo il cane sopra la pelle di un castrone, una delle sue pulci, sentendo l’odore della unta lana, giudicò quello doversi essere loco di migliore vita e più sicura da’ denti e unglia del cane che pascersi del cane, e sanza altro pensieri, abbandonò il cane, e, entrata intra la folta lana, cominciò co . . . >>Segue |
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Uscendo un giorno il rasoio di quel manico col quale si fa guaina a sé medesimo, e postosi al sole, vide lo sole ispecchiarsi nel suo corpo: della qual cosa prese somma groria, e rivolto col pensiero indirieto, cominciò con seco medesimo a dire:” Or tornerò io più a quella bottega, della quale novamente . . . >>Segue |
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Una pietra novamente per l’acque scoperta, di bella grandezza, si stava sopra un certo loco rilevata, dove terminava un dilettevole boschetto sopra una sassosa strada, in compagnia d’erbette, di vari fiori di diversi colori ornata, e vedea la gran somma delle pietre che nella a sé sottoposta strada collo . . . >>Segue |
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Andando il dipinto parpaglione vagabundo, e discorrendo per la oscurata aria, li venne visto un lume, al quale subito si dirizzò, e, con vari circuli quello attorniando, forte si maravigliò di tanta splendida bellezza, e non istando contento solamente al vederlo, si mise innanzi per fare di quello come d . . . >>Segue |
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La pietra, essendo battuta dall’acciarolo del foco, forte si maravigliò, e con rigida voce disse a quello:” Che presunzio ti move a darmi fatica? Non mi dare affanno, che tu m’hai colto in iscambio. Io non dispiacei mai a nessuno”.Al quale l’acciarolo rispose:” Se sarai paziente, vedrai che maraviglioso . . . >>Segue |
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Il ragno credendo trovar requie nella buca della chiave, trova la morte. >>Condividi |
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Il ligio si pose sopra la ripa di Tesino, e la corrente tirò la ripa insieme col lilio. >>Condividi |
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Sendo l’ostriga insieme colli altri pesci in casa del pescatore scaricata vicino al mare, priega il ratto che al mare la conduca. Il ratto, fatto disegno di mangiarla, la fa aprire e mordendola, questa li serra la testa e sì lo ferma. Viene la gatta e l’uccide. >>Condividi |
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Vedendo il villano la utilità che resultava dalla vite, le dette molti sostentaculi da sostenerla in alto, e, preso il frutto, levò le pertiche e quella lasciò cadere, facendo foco de’ sua sostentaculi. >>Condividi |
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El granchio stando sotto il sasso per pigliar e pesci che sotto a quello entravano, venne la piena con rovinoso precipitamento di sassi, e collo rotolarsi sfracelloron tal granchio. >>Condividi |
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Frasi Trovate n 411
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