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Autore:  Karl Marx

Frase

L'arma della critica non può certamente sostituire la critica delle armi. >>Condividi

Il denaro, in quanto possiede la proprietà di comprar tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è dunque l'oggetto in senso eminente. L'universalità della sua proprietà costituisce l'onnipotenza del suo essere, esso è considerato, quindi, come ente onnipotente. >>Condividi

La necessità di rinunciare alle illusioni sulla sua condizione è la necessità di rinunciare a una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica non ha strappato i fiori immaginari dalla catena perché l'uomo continui a trascinarla triste e spoglia, ma perché la getti via e colga il fiore vivo. >>Condividi

L'uomo non è un essere naturale: è un essere naturale umano. >>Condividi

Un uomo che non dispone di nessun tempo libero è meno di una bestia da soma. >>Condividi

L'economia politica occulta l'alienazione ch'è nell'essenza del lavoro per questo: ch'essa non considera l'immediato rapporto fra l'operaio (il lavoro) e la produzione. >>Condividi

L'operaio diventa tanto più povero quanto più produce ricchezza [...] L'operaio diventa una merce tanto più a buon mercato quanto più crea merci. >>Condividi

L'operaio sta in rapporto al prodotto del suo lavoro come ad un oggetto estraneo[...] quanto più l'operaio lavora tanto più acquista potenza il mondo estraneo, oggettivo, ch'egli si crea di fronte, e tanto più povero diventa egli stesso, il suo mondo interiore, e tanto meno egli possiede. Come nella reli . . . >>Segue

La teoria diventa una forza materiale non appena si impadronisce delle masse. >>Condividi

Il lavoro, l'attività vitale, la vita produttiva, appare all'uomo solo come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservazione dell'esistenza fisica. Ma la vita produttiva è la vita generica.[...] E la libera attività consapevole è il carattere specifico dell'uomo. Ma la vita stess . . . >>Segue

Il lavoro alienato[...] il lavoro non è cosa sua ma di un altro; che non gli appartiene, e in esso egli non appartiene a sé, bensì a un altro.[...] Il risultato è che l'uomo (il lavoratore) si sente libero ormai soltanto nelle sue funzioni bestiali, nel mangiare, nel bere, nel generare, tutt'al più nell' . . . >>Segue

Questo comunismo [...] è la vera risoluzione dell'antagonismo tra la natura e l'uomo, tra l'uomo e l'uomo, la vera risoluzione della contesa tra l'esistenza e l'essenza, tra l'oggettivazione e l'autoaffermazione, tra la libertà e la necessità, tra l'individuo e la specie. È la soluzione dell'enigma della . . . >>Segue

Con la messa in valore del mondo delle cose cresce in rapporto diretto la svalutazione del mondo degli uomini. Il lavoro non produce soltanto merci; esso produce se stesso e il lavoratore come una merce. >>Condividi

Quando egli si riferisce alla sua propria attività come ad un'attività non libera, si riferisce a essa come ad una attività al servizio, sotto il dominio, la costrizione e il giogo di un altro uomo. >>Condividi

[...] il lavoro alienato fa dunque: 3)della specifica essenza dell'uomo[...] un'essenza a lui estranea, il mezzo della sua individuale esistenza; estrania all'uomo il suo proprio corpo, come la natura di fuori, come il suo spirituale essere, la sua umana essenza; 4)che un'immediata conseguenza [...] è lo . . . >>Segue

Il lavoro estraniato sconvolge la situazione in ciò: che l'Uomo, precisamente in quanto è un ente consapevole, fa della sua attività vitale, della sua essenza, solo un mezzo per la sua esistenza. >>Condividi

Se il prodotto del lavoro mi è estraneo, e mi sta di fronte come una potenza straniera, a chi esso appartiene allora? Se la mia propria attività non mi appartiene, ma è estranea e coartata attività, a chi appartiene allora? A un ente altro da me. | Chi è questo ente?[...] L'ente estraneo, al quale appart . . . >>Segue

I comunisti non si abbassano a dissimulare le loro opinioni ed i loro fini. Essi proclamano altamente che questi fini non potranno essere raggiunti senza il rovesciamento violento d'ogni ordine di cose attuale. Che le classi dominanti tremino pure all'idea d'una rivoluzione comunista. I proletarii non ha . . . >>Segue

Più oggetti l'operaio produce, meno può possederne e tanto più cade sotto il dominio del suo prodotto, del capitale. >>Condividi

Ogni dì più la società si divide in due grandi campi opposti, in due classi nemiche: la Borghesia ed il Proletariato. >>Condividi

Ma la borghesia non ha soltanto fabbricato le armi che le recano la morte; essa ha anche creato gli uomini che useranno quelle armi – i moderni operai, i proletari.[...] Nella misura in cui si sviluppa la borghesia, vale a dire il capitale, si sviluppa anche il proletariato. >>Condividi

Quelli che furono sinora i piccoli ceti medi, i piccoli industriali, i negozianti e la gente che vive di piccola rendita, gli artigiani e gli agricoltori, tutte queste classi spofondano nel proletariato.[...] Così il proletariato si recluta in tutte le classi della popolazione. [...] La sua lotta contro . . . >>Segue

Basti ricordare le crisi commerciali, che nei loro ritorni periodici sempre più minacciosamente mettono in forse l'esistenza di tutta la società borghese. >>Condividi

Di tutte le classi che oggi stanno di fronte alla borghesia, solo il proletariato è una classe veramente rivoluzionaria. [...] I ceti medi, il piccolo industriale, il piccolo negoziante, l'artigiano, il contadino [...] Non sono dunque rivoluzionari, ma conservatori. Ancora più, essi sono reazionari, essi . . . >>Segue

Nelle crisi scoppia una epidemia sociale che in ogni altra epoca sarebbe apparsa un controsenso: l'epidemia della sovrapproduzione. >>Condividi

La borghesia è di continuo in lotta: dapprima contro l'aristocrazia, poi contro quelle parti della borghesia stessa i cui interessi sono in contrasto col progresso dell'industria; sempre contro la borghesia di tutti i paesi stranieri. >>Condividi

Con quale mezzo riesce la borghesia a superare la crisi? Per un verso, distruggendo forzatamente una grande quantità di forze produttive; per un altro verso, conquistando nuovi mercati e sfruttando più intensamente i mercati già esistenti. >>Condividi

sono state strette in una sola nazione, con un solo governo, una sola legge, un solo interesse nazionale di classe, un solo confine doganale. Nel suo dominio di classe, che dura appena da un secolo, la borghesia ha creato delle forze produttive il cui numero e la cui importanza superano quanto mai avesse . . . >>Segue

La borghesia sopprime ogni dì più lo sparpagliamento dei mezzi di produzione, della proprietà e della popolazione. Essa aggruppa le popolazioni, accentra i mezzi di produzione e concentra la proprietà nelle mani di qualche individuo. La conseguenza fatale di questi cambiamenti fu lo accentramento politic . . . >>Segue

Il proletariato si servirà della sua supremazia politica per strappare alla borghesia, a poco a poco, tutto il capitale, per accentrare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello Stato, vale a dire del proletariato stesso organizzato come classe dominante, e per aumentare, con la massima rapidità . . . >>Segue

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